Novità dal mondo della ricerca

Novità dal mondo della ricerca

Già Galeno, medico greco vissuto nel II sec. Dopo Cristo e considerato il “padre” della medicina, assegnava all’olio di oliva delle virtù terapeutiche nel combattere i “mali del ventre”.

Dioscoride, invece, lo considerava particolarmente adatto nella composizione degli unguenti, nonché indicato per lo stomaco “essendo un correttivo”. Usato nelle cure di bellezza perché preveniva l’avvizzamento, il cuoio capelluto dalla forfora e anche la caduta dei capelli, venne in secoli più vicini a noi consigliato anche per la cura delle artriti, della gotta e dei reumatismi in genere. La scienza moderna riconosce all’olio d’oliva pregi e virtù indiscussi, anche se più come alimento-medicamento che come componente di medicinali. E’ a tutti gli effetti considerato difesa naturale nella prevenzione delle malattie dell’apparato digerente, dell’invecchiamento osseo, delle malattie cardiovascolari, dell’aterosclerosi e di alcuni tipi di tumori.

Oggi nei territori limitrofi importanti ricercatori hanno sviluppato innovazioni interessantissime partite da un’idea semplicissima, come quella di addizionare al macronutriente olio extravergine di oliva, selezionato e trattato con metodiche estrattive innovative, sostanze naturali antiossidanti e principi attivi per ottenere un prodotto a metà strada tra un alimento e un farmaco. E’ questa l’idea su cui poggia la ricerca condotta da un pool di ricercatori del Dipartimento di Gastroenterologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, diretto dal prof. Antonio Gasbarrini. Una ricerca scientifica che ha portato alla realizzazione di un “FUNCTIONAL FOOD”, ovvero alimento funzionale.

I numerosi studi effettuati, hanno permesso ai ricercatori di focalizzare l’attenzione sulla presenza di alcune sostanze contenute nell’olio extravergine, i polifenoli, di grande importanza per il benessere dell’organismo umano. Attraverso la selezione botanica e l’uso di metodiche estrattive di nuova concezione, sono riusciti ad aumentarne la presenza di circa il 30%; diversamente tali sostanze sarebbero andate perse nelle acque di vegetazione.

I polifenoli, nella letteratura scientifica mondiale, hanno assunto vere e proprie caratteristiche farmacologiche. Il polifenolo oleocantale, ad esempio, si comporta come un antinfiammatorio di uso comune (come l’ibuprofene). Non solo: secondo studi recenti, avrebbe effetti terapeutici addirittura nella prevenzione dell’Alzheimer o nel contrasto (assieme all’idrossitirossolo e allo squalene vegetale) del rischio oncologico globale. Il polifenolo 2 trans esenale (che conferisce all’olio la nota di fruttato mandorlato) pare agisca sulla serotonina, neurotrasmettitore agente sul senso di sazietà e sul senso di benessere.

I lavori scientifici cui si fa cenno, sono stati condotti dal Prof. Amal Kaddoumi (studio sull’Alzheimer promosso dal National Institute of General Medical Sciences of the National Institutes of Health, pubblicato su ACS Chemical Neuroscience) e dal Prof. Paul Breslin della Northwestern University di Chicago e dal Prof. Peter Peter Schieberle della Technische Universität di Monaco di Baviera (TUM).

La ricerca guidata dal dott. Gasbarroni ha ottenuto la proprietà brevettuale dal Ministero dello Sviluppo Economico, ufficio Marchi e Brevetti, registrati con la dicitura OIL DEFENCE. Attualmente tale “FUNCTIONAL FOOD” ovvero “CIBO FUNZIONALE”, a metà strada tra un alimento ed un farmaco, è in attesa di notifica AFMS (alimento a fini medico speciali) presso il Ministero della Salute come specialità medicinale.

L’olio, oggi, è più di un alimento: è un prodotto a metà strada tra un alimento ed un farmaco. Questa è scienza e noi siamo lieti di accompagnare ricerche che ottengono il plauso della comunità scientifica internazionale.

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