Il nostro territorio, lì dove nasce il tuo olio

Il nostro territorio, lì dove nasce il tuo olio

Il comprensorio in cui nasce l’Oleificio Paladino si declina attraverso suggestivi borghi rurali della Provincia di Bari: Binetto, Bitetto, Bitritto, Grumo Appula, Palo del Colle, Toritto. Disegna un territorio che si presenta dall’alto come un giardino d’ulivi, un tappeto verde che dall’entroterra barese si estende sino al cuore del Parco dell’Alta Murgia, lambendo i confini dei paesi che si affacciano sulla litoranea adriatica.

Viviamo in un ecosistema che rappresenta uno scrigno naturale che custodisce un’inesauribile fonte di biodiversità ai piedi della Murgia.

A pochi chilometri dal confine da Palo del Colle si estende in tutta la sua bellezza paesaggistica il Parco Nazionale dell’Alta Murgia. Il territorio del Parco è caratterizzato da una suggestiva successione di creste rocciose, doline, dolci colline, inghiottitoi, cavità carsiche, scarpate ripide, lame, estesi pascoli naturali e coltivi, boschi di quercia e di conifere, dove l’azione perenne della natura si mescola e convive con quella millenaria dell’uomo che ha edificato masserie in pietra, a volte fortificate per difendersi dall’attacco dei predoni, dotate di recinti e stalle per le greggi, cisterne, neviere, chiesette, specchie e reticoli infiniti di muri a secco.
L’Alta Murgia è quindi il luogo dove la storia dell’uomo è tangibile nell’articolato mosaico che delinea il paesaggio della pietra e racconta storie di pastori erranti, di massari impegnati nella lavorazione del latte e della lana e nella coltivazione dei cereali, del mandorlo e della vite, ma racconta anche storie di dinosauri che percorrevano un antico mare e di uomini ancestrali che vivevano con i primi animali domestici nelle numerose grotte che si insinuano nei costoni rocciosi. Il paesaggio non è tuttavia statico, gli scenari cambiano drasticamente ad ogni stagione: in primavera è possibile osservare nel verde intenso dei campi di grano o dei pascoli rocciosi le brillanti fioriture dei tulipani selvatici, dei gladioli e delle orchidee, la delicata colorazione della traslucida stipa delle fate in fiore si associa al rosa dell’asfodelo o al giallo della possente ferula, mentre nel cielo sfrecciano balestrucci e falchi. In autunno ciclamini e colchici colorano le nude pietre dei costoni rocciosi e dei numerosi muri a secco, mentre in inverno i frutti rossi del biancospino e blu del prugnolo colorano le plumbee e nebbiose giornate.

Per colui che si “perde” nell’Alta Murgia la sensazione più ricorrente è quella di essere in un grande spazio aperto in cui vagare con lo sguardo verso orizzonti infiniti caratterizzati dagli odori pungenti della menta e del timo selvatico e di poter godere di albe e tramonti iridescenti e unici.

Non si può comprendere la nostra terra se non vivendola e gustando i suoi frutti: il pane di grano duro, i dolci di mandorla, i fichi secchi, i funghi, i vini robusti e i formaggi di pecora, toccando le sue pietre, passeggiando nei ricchi centri storici ed assistendo nei crepuscoli estivi al ritorno dei falchi grillai nei centri abitati per il riposo notturno.

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